La piccola Pompei dell'Adriatico, titola oggi La Repubblica nell'edizione Emilia Romagna. Il riferimento è alla casa del chirurgo che venerdì 7 novembre sarà aperta al pubblico. Il Comune ha organizzato tre giorni di festeggiamenti sotto lo slogan Rimini ha un cuore antico. I turisti che affolleranno la città per le festività di Natale e Capodanno avranno un'attrazione in più da visitare. La domus del chirurgo è nelal centralissima piazza Ferrari a due passi dal Museo della Città. Si tratta della csa di un medico del II secolo dopo Cristo. E' uno dei ritrovamenti archeologici più importanti degli ultimi anni, tra i resti della domus sono stati ritrovati anche 150 strumenti chirurgici dell'epoca. La casa è stata messa sotto una sorta di campana di vetro ed una passerella, pure in vetro, accompagna i visitatori nell'area di 700 metri quadrati. Lungo il tracciato, oltre ai resti della casa, si scoprono gli splendidi mosaici policromi di epoca tardo-imperiale, strutture medievali, fino a comprendere anche un pozzo e un granaio di complessi religiosi del cinquecento. Si legge nell'articolo di Repubblica a forma di Anna Tonelli: "Come una barca polinesiana con il fondo aperto per vedere lo splendore della fauna marina, così l' "acquario archeologico" si apre su affreschi policromi, pareti con motivi floreali, mosaici a decorazione geometrica, parti di soffitti e cassettoni decorati". Insomma un tuffo in una Rimini che ha un cuore e una storia antica, spesso sconosciuta ai turisti balenari che pensano che la nostra città sia solo quella che va dalla spiaggia alla linea ferroviaria.
Il nostro eterno problema è quello di promuoverla e farla conoscere questa Rimini. Qualcosa è stato fatto, qualcosa si sta facendo, ma molto resta da fare. Soprattutto penso che vadano pensate forme moderne di comunicazione e di coinvolgimento delle persone nelle strutture culturali. Sull'ultimo numero del Venerdì di Repubblica è apparso un articolo dal titolo La sera andavano al museo (a cenare da gourmet). Da Venezia a Palermo è l'ultima tendenza in fatto di by night: aperitivo e cena, con chef stellati, negli spazi espositivi. Questa è ovviamente solo una soluzione, altre ne possono essere inventate. Basta solo non pensare ad un museo o a un percorso archeologico come qualcosa di sacro che non può essere contaminato da altri linguaggi.
Proprio oggi sul Corriere di Rimini l'artista riminese Vittorio d'Augusta afferma "La cultura non nuoce al turismo, semmai a volte succede il contrario". Se a volte succede il contrario, penso sia perchè, oltre ad immaginare la città turistica solo come un luna park, si ha anche una visione mummificata della cultura, non la si trasforma in evento godibile da tutti. Speriamo che l'apertura della domus del chirurgo segni un'inversione di tendenza.


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