Siete sopravvissuti agli acquisti natalizi o siete ancora alla ricerca dell’ultimo regalo?
Dopo gli ultimi frenetici giorni prima del Natale, quando finalmente, dopo aver spennato il cappone, chiuso tutti i cappelletti, messo su il brodo, preparati i bolliti gli arrosti i brasati i contorni la frutta i dolci il caffè e l’ammazzacaffè, quando avrete fatto la telefonata d’obbligo alla zia che non sentite da tempo e avrete incartato l’ultimo pacchetto per l’amico inaspettato, quando finalmente siederete “rilassati” e, addentata l’ultima fetta di panettone, vi chiederete che cosa fare nel pomeriggio – sempre che riusciate ad alzarvi da tavola – potrete organizzare la visita ad una delle mostre che la Befana, da tradizione, si porterà via.
Sono in fase di chiusura tre belle mostre nella Signoria dei Malatesta: vale la pena sfruttare le festività natalizie per farvi una visita. Al Museo Civico Archeologico di Verucchio si chiude Le ore e i giorni delle donne, la bella mostra che racconta la vita delle donne ricostruita non solo nel suo quotidiano svolgimento, attraverso le attività che normalmente ne occupavano la giornata, ma anche focalizzando aspetti particolari legati al ruolo femminile sia all'interno che al di fuori delle mura domestiche. A Santarcangelo invece è in fase di chiusura l’esposizione di Lucio Bernardi A me gli occhi, che presenta nelle sale del Monte di Pietà oltre cento opere realizzate a partire dagli anni ’50 ad oggi: dipinti, disegni, acquarelli ed incisioni, sculture, ceramiche, rilievi e perfino sassi colorati e sgorbiati, in larga misura provenienti dalla raccolta privata dell’artista prodotta nel corso della sua lunghissima carriera artistica. Sempre a Santarcangelo infine, presso il Musas chiude i battenti il giorno dell’Epifania la mostra A ferro e fuoco. Le caveje, esposizione di artigianato artistico. Le origini della caveja, strumento legato all'attività agricola e, in particolare, all'utilizzo del carro trainato da buoi, sono molto antiche; il fatto che la caveja sia sopravvissuta fino ai nostri tempi, assumendo via via forme varie ed elaborate, testimonia quanto essa sia parte della cultura, della vita e del modo di pensare dei contadini della nostra terra, che vollero attribuirle anche profondi significati e poteri propiziatori. Che siano d’auspicio anche per l’anno che verrà. Auguri a tutti!


