Dopo un tentativo di primavera,
un repentino ritorno di autunno,
una tempesta invernale,
un caldo equatoriale,
il tempo sembra si sia stabilizzato su 'adesso vedo come butta, poi decido'.
Ultimamente le condizioni metereologiche stanno mettendo in crisi un po' tutti:
non solo me, che non so mai se è arrivato il tempo di fare le pulizie di primavera o quello di comperarmi un caminetto;
ma anche tutti i negozietti del lungomare.
I negozietti del lungomare, come li chiamo io, sono unmilionecentoventitre, mille più mille meno, e rappresentano,
insieme all'ombra degli ombrelloni,
gli alberghi a una due tre quattro cinque stella! (che pare un gioco di bambini, non fosse che dietro quelle stelle lì non ci sono figure immobili, risate e 'tocca a te stare sotto!', ma piuttosto un bel giro di ristrutturazioni, campagne pubblicitarie, vasche Jacuzzi e cose così),
bar,
pub,
limonate,
cocco freeesco!
dicevo, insomma, che i negozietti del lungomare, insieme a tutto il resto, rappresentano l'economia di questa città affacciata su quel catino che è l'Adriatico.
Così, il tempo un po' strampalato, li rende incerti sul da farsi, perché si fa fatica a vendere la maglietta senza maniche taglia 38 se fuori ci sono 4 gradi e un vento che fa arrivare la sabbia fino in collina;
ma è anche vero che è triste vedere le felpe e i giubbotti di pile quando arriva un raggio di sole e la temperatura schizza a 25 gradi.
Così, nel dubbio,
i negozietti sul lungomare,
che in quanto a fantasia danno punti a Disney,
si stanno organizzando.
Ci sono manichini con magliette senza maniche e sopra allegri piumini;
vetrine con costumi da bagno floreali e, di fianco, berretti di lana con gli stessi motivi o nella medesima gamma di colore;
esposizioni di jeans, camicie hawaiane e allegre sciarpe a righe.
I proprietari dei negozietti del lungomare non possono stare lì a perdere vendite:
aperti quattro mesi all'anno hanno il CARPE DIEM tatuato nel cervello.
Così aguzzano l'ingegno, chiamano i fornitori, sfogliano forsennati i cataloghi per grossisti;
cercano cose da montagna da esporre nella vetrina fronte mare, se non fossero abbastanza saggi prenderebbero anche degli sci e qualche snowboard...
col tempo che fa, ci vuole niente che nevichi in luglio.
Perché noi,
poveri ignoranti,
non capiamo bene la storia del tempo.
Non ci è chiaro se sta arrivando l'era glaciale o se il deserto coprirà i nostri giardini e farà morire il calicantus, come neanche il coniuge nel suo farneticante momento di 'quest'anno poto io gli alberi' è riuscito a fare.
Nel dubbio,
noi,
poveri ignoranti,
che di turismo campiamo,
diamo una botta al cerchio e una alla botte.
E comperiamo infradito e moon boot,
ghiaccioli e vin brulè,
magliette e piumini.
E se proprio le cose butteranno male,
in un verso o nell'altro,
possiamo sempre contare sulla nostra fantasia:
perché su una spiaggia come la nostra i cammelli si troverebbero benissimo e ci scommetterei che spunterebbero oasi ovunque, con tanto di musica dal vivo e mojito per tutti;
e in caso di era glaciale...bè, volete mettere che trendy fare sci di fondo sull'Adriatico, con i bar della spiaggia che offrono vin brulè e le donne tirano la sfoglia, per fare corpose tagliatelle da condire con un buon sugo ai funghi?

Allora appuntamento sul cammello con i moon boot, a mangiare gelato e bere vin brulè.
Non ci sono più le stagioni di una volta. Fa un caldo da battere i denti e un freddo che sudo come una rana.
magaripotessi
Scritto da: magaripotessi | 06 aprile 2008 a 00:35
Ho ritrovato i tuoi post, li leggo volentieri, bentornata anche da parte mia.
Scritto da: Anna Rosa Balducci | 16 aprile 2008 a 21:44