Sì, con brutale sincerità lo ammetto qui, pubblicamente:
c’è un colore che aborro:
è il rosa.
Ah, non starò ad elencare le motivazioni, che risalgono all’infanzia, tutta una storia di sottane, femminilità, e poi contestazioni, io sono mia, ribellione, dissociazione da ogni cosa che rappresentasse uno stereotipo femminile codificato, eccetera eccetera…
Così all’inizio ho storto il naso all’idea che fosse proprio rosa, la lunga notte della riviera romagnola.
Perché non blu, a richiamare il mare, o verde, allungando i tentacoli della notte sulle colline, o rossa, diabolica e tentatrice, o…?
Ma rosa è stato il colore scelto, il primo anno, e rosa sarà in quelli successivi…
così è, ho pensato, we will see: quest’anno, ci sarò, e vedrò come è una città, una riviera rosa.
Poi, presa da un viaggio, e dal frenetico ritorno a casa, mi ero dimenticata dell’evento.
Ieri, sulla strada dall’ufficio a casa, allungo un po’ e passo dal porto:
preferisco un po’ di fila, ma dopo dodici giorni di assenza sento proprio la mancanza di uno dei miei luoghi preferiti.
E lo vedo.
Il rosa.
Rosa le tende dei gazebo, morbide come vele, fluttuanti, rosa un camion, rosa.
E stamattina, da casa all’ufficio, vicino al borgo San Giuliano:
il rosa.
Palloncini, grappoli rosa sospesi in aria, nella via, nelle stradine, cartelloni con bocche rosa, rosa.
Così, incredibilmente, mi sono sentita come una bambina, davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli d’altri tempi, dove, fra macchinine, soldatini, camion di latta vede le bambole:
sedute, immobili, con le piccole braccia tese in avanti in attesa di un abbraccio, i boccoli biondi, gli occhi azzurri, le labbra atteggiate al sorriso e quei vestiti di tulle, fiori, organza, fiocchi, vestiti rosa, rosa, rosa.
Mi accorgo di cercare con gli occhi altri grappoli di palloncini sospesi nel cielo, e sono piena di aspettativa:
ne vedo altri, sorrido, non vedo l’ora di vederla, la mia città completamente vestita come una bambola d’altri tempi:
devo aspettare domani sera, non manca tanto.
E forse, chissà, grazie alla loro magia, di Rimini e della mia Riviera, mi riappacificherò con un colore che non ho mai amato.






