Abbiamo perso un'altra occasione. Abbiamo perso un'altra occasione per riconquistare la necessaria fiducia nelle Istituzioni che sono deputate al governo del Paese e del nostro territorio. E' questo Il calice più amaro della vicenda che tra martedi e mercoledi 9 e 10 giugno ha condotto, in sede alla 14° Commissione del Senato, alla bocciatura dell'emendamento che avrebbe, a distanza di quasi 2 anni, soppresso la norma che vieta, ai soli imprenditori dello spettacolo e dell'intrattenimento, la somministrazione di alcolici dopo le 2 di notte.
Abbiamo perso l'occasione per ricominciare a credere che dietro alle tante dichiarazioni di intenti, dietro alle manifestazioni di solidarietà e buon senso e alle promesse di sostegno all'economia turistica dei nostri politici non ci fossero altro che parole, parole, parole.
Come se non bastasse, anche la beffa. Inquieta il gioco di rimpiattino delle responsabilità politiche tra centro destra e centro sinistra che hanno caratterizzato questa vicenda fin dagli esordi. Sgomenta prendere atto che la già critica economia di un settore, neppure infinitesimale, dipenda dall'andamento tout court dello scontro politico, dell'opportunismo elettorale o dall'ottusità di un singolo sottosegretario. La politica che anzichè essere mezzo per la soluzione dei problemi dei cittadini diventa fine stesso dei propri giochi di forza.
E' inutile soffermarsi ancora sull'iniquità, l'inutilità (se non la dannosità) ed il danno economico di questa norma che, a distanza di molti mesi dalla sua introduzione, sono stati già ampiamente rilevati da più parti. Inutile lambiccarsi il cervello a fare ulteriori proposte sulle iniziative da mettere in campo per contrastare il fenomeno della guida in stato di ubriachezza. E' tutto inutile perchè il problema non è più, e forse non lo è mai stato, la tutela della salute pubblica, bensì chi si aggiudicherà il merito di porre fine, o al contrario di alimentare, questo clamoroso abbaglio.
Cari amici e colleghi Imprenditori dello spettacolo e dell'intrattenimento, siamo prigionieri di un Paese che non va, di uno Stato che anzichè sostenerci trova sempre un cavillo in più per stroncare le nostre aziende, di un Governo che anzichè sollecitare la nostra creatività ci propone di sedarla con un bel Casinò.
