Era forse il 1979 o il 1980, qualche anno prima delle notti mundial di Pablito e soci...
Ricordo
che in agosto quell'anno si era creata una strana miscela di clientela,
una compagnia allegra e chiassosa che sfidava ogni notte il sonno di
mio padre. Una brigata eterogenea e multietnica: dagli svizzeri ai
belgi, ai francesi fino ad arrivare agli italiani de Milan e de Roma.
In particolare c'era questa signora svizzera, Brigitte, che aveva un
sorriso obliquo che si apriva d'improvviso in una risata cristallina
che contagiava in un attimo tutta la terrazza dell'Hotel, come un virus
potentissimo.
In quel Ferragosto, dopo il lauto pranzo, gli spiriti
erano sopiti nel blando e faticoso esercizio della digestione e
sembrava, proprio quel giorno di festa, che si riuscisse a superare
indenni le goliardate di prammatica.
Non mi ricordo chi iniziò, anzi
sì, fu mio padre, ancora lo rivedo con il pesante mastello colmo
d'acqua che si avvicinava furtivamente alla svizzera e la inondava
letteralmente, dando così il via ad una faida irrefrenabile. Ricordo
ancora che ogni singolo cliente aveva un mezzo per lanciare acqua: chi
si accontentava di un semplice bicchiere, chi esagerava con mastelli e
secchi enormi, chi addirittura aveva introdotto una canna di gomma con
tanto di spruzzatore a 6 atmosfere... L'acqua nella Hall era talmente
fluente e copiosa che sembrava di trovarsi sul bagnasciuga, intenti in
una camminata tra conchiglie e piccole onde... Non esisteva più nessuno
che potesse vantare un centimetro quadrato di tessuto asciutto, e in
quel preciso momento ebbi la sensazione che ogni persona presente: dai
camerieri ai clienti al direttore, tutti per un attimo avessero chiuso
gli occhi per annegare ogni incombenza in un mare d'acqua, un festante
e ilare mare d'acqua fresca.

Commenti