Ma la sua arte? I suoi sogni? Le sue visioni? Il genio? Rapporto conflittuale anche a 17 anni dalla sua scomparsa. Forse non se ne può fare a meno: cosa ci si può aspettare da questa città, col suo "mare gonfio, verde, minaccioso come una prateria mobile..."? Io, a Rimini, non torno volentieri. Debbo dirlo. È una sorta di blocco. La mia famiglia vi abita ancora, mia madre, mia sorella: ho paura di certi sentimenti? Soprattutto mi pare, il ritorno, un compiaciuto, masochistico rimasticamento della memoria: un'operazione teatrale, letteraria. Certo, essa può avere il suo fascino. Un fascino sonnolento, torbido. Ma ecco: non riesco a considerare Rimini come un fatto oggettivo. È piuttosto, e soltanto, una dimensione della memoria. Infatti, quando mi trovo a Rimini, vengo sempre aggredito da fantasmi già archiviati, sistemati. Brani tratti da La mia Rimini, Cappelli, Bologna, 1967Che direbbe il Maestro delle squallide polemiche in corso, da queste parti, sulla Fondazione a lui intitolata?
Si discute di debiti, soldi, incarichi, eredità...
"Il mio amico Bagarone, il mio compagno di scuola, la mia Rimini.
Stanotte ho sognato il porto di Rimini che si apriva sopra un mare gonfio, verde, minaccioso come una prateria mobile sulla quale correvano nuvoloni carichi, verso terra.
Forse questi innocenti fantasmi mi porrebbero, se vi restassi, un'imbarazzante muta domanda, alla quale non potrei rispondere con capriole, bugie; mentre bisognerebbe tirar fuori dal proprio paese l'elemento originario, ma senza inganni. Rimini: cos'è. È una dimensione della memoria (una memoria, tra l'altro, inventata adulterata, manomessa) su cui ho speculato tanto che è nato in me una sorta di imbarazzo..."
- L’assessore Antonella Beltrami del Comune di Rimini ha consegnato a Renato Piccioni (primo a sn.) il diploma di Ufficiale al Merito della Repubblica
Per dare un’idea della sua saggezza, ecco il messaggio che ha inviato per il suo 84° San Valentino:
Riflessioni importanti sulle cose che ho imparato – Renato Piccioni 14 febbraio 2010


