Sta per uscire a cura di Fosco Rocchetta un volume che parla del turismo a Riccione nell’estate del 1894.
“L’idea mi è venuta anni fa, dopo aver ritrovato presso le Raccolte Piancastelli della Biblioteca comunale di Forlì, un numero unico, dedicato interamente a Riccione. Pensai che la sua riproduzione, integrata da altri documenti, da note esplicative ed immagini della fine dell’Ottocento e degli inizi del Novecento, potesse rappresentare un contributo alla conoscenza di una età poco nota al grande pubblico. E’ l’età a cui risalgono le origini di quell’«industria dell’ospitalità», che costituirà la base portante dell’economia riccionese, nonché uno degli elementi fondanti della sua identità”.
Su questa Riccione dell’altro ieri, Rocchetta aggiunge: “Nel volgere di pochi lustri a partire dall’ultimo trentennio del XIX secolo, un’arida ed inospitale landa sabbiosa, grazie alla tenacia e laboriosità dei suoi abitanti, si trasformerà in un centro balneare rinomato a livello internazionale. Il giornaletto estivo, si lega a quel fenomeno, diffuso tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, d’un intenso pullulare di pubblicazioni redatte e poste in vendita tra la borghesia del tempo, al fine di raccogliere fondi in favore di iniziative benefiche. Protagonisti, erano gli stessi proprietari dei villini che a Riccione nel 1894 avevano raggiunto le sessanta unità”.
Tra gli ospiti di Riccione, c’erano, aggiunge Rocchetta, “illustri uomini politici, come Ruggero Bonghi, ministro della Pubblica Istruzione e scrittore, psichiatri di chiara fama, quali Clodomiro Bonfigli ed Augusto Tamburini, dame dell’alta borghesia e nobiltà, tra le quali Laura Acton in Camporeale, moglie in seconde nozze dello statista bolognese Marco Minghetti”. Questi personaggi, “con fantasia e creatività, si cimentavano in commedie, concerti e giochi, con lo scopo di allietare le serate della comunità dei bagnanti. Alcuni sono resi vivi da simpatiche caricature, che rimandano a quel clima di gaiezza, di mondanità e di fiducia nel futuro, che fu proprio della Belle époque”.
E poi ci sono le figure locali… “… i conti Giacinto Martinelli e Felice Pullè, Sebastiano Amati, che aprirà nel 1901 il primo albergo di lusso, il raffinato cameriere “Serafino”, ed ancora Maduron e Scucera, soprannomi, con cui ancor oggi, vengono identificati, simpaticamente, i membri di alcune famiglie”.
Risalta su tutti “don Carlo Tonini, che aveva visto coronarsi il sogno della fermata del treno al casello n. 120, e che deve ritenersi uno dei principali artefici del riscatto dell’antica borgata di pescatori”.
Guardiamo a questo numero unico: “Tra i giochi, le vignette ed i disegni che adornano il numero unico”, spiega Rocchetta, “suscita particolare tenerezza, quella che rappresenta un carro condotto da buoi, su cui venivano trasportati i fanciulli scrofolosi dal vecchio Paese al mare, prima della costruzione di specifiche strutture sanitarie, gli ospizi marini, in cui saranno accolti bambini provenienti da varie città della Lombardia, dell’Emilia e della Romagna, bisognosi dei bagni”.
Il volume, intitolato “Riccione estivo, agosto 1894. Origini del turismo riccionese al tempo della Belle époque”, è edito dal Comune di Riccione, e sarà presentato giovedì 28 maggio, alle 21.15, presso il Palaterme di Riccione (viale Torino, 4).

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