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Noi riminesi quando succede qualcosa di 'disturbante' nella nostra città sembriamo sempre cadere dalle nuvole. L'anno scorso due delitti in strada, ma erano stranieri: uno ha ammazzato la moglie, l'altro ha ammazzato la figlia e ferito la moglie. Quest'anno, all'inizio dell'estate, sulla spiaggia di Viserba, omicidio-suicidio (ah, ma anche qui erano stranieri...).
Episodi che hanno occupato solo di striscio le pagine di cronaca (sai, la stagione non possiamo mica rovinarcela per le 'beghe fra stranieri').
Ora, nel giro di pochi giorni, questi giovani uomini (ragazzini? non più!) che appiccano il fuoco ad una persona che non dava loro fastidio se non per essere fuori dagli schemi; romagnolissimi,pensa te, neanche un napoletano o un siciliano, fra di loro... Un po' più in là, a Cattolica, un padre-marito che ammazza a fucilate la moglie e ci prova con la figlia. Romagnolissimi tutti... Mavvà. Eppure "sembravano così bravi ragazzi, così brave persone"...
A Rimini, a Bologna, in qualunque altra città ciò che manca è il rispetto per le persone e per la vita (propria e degli altri). E quello si impara subito, dai banchi dell'asilo e fra le mura di casa.
Scritto da: Cristella | 28 novembre 2008 a 16:03
Dal "Secolo XIX":
26/11/2008 19:40 Francesca, Rimini
Abito a Rimini e sono ovviamente sconcertata da ciò che è accaduto perché è un segno di come si possa essere "normali" e perversi contemporaneamente; ma mi disturba ancora di più una specie di omertà che si respira nei media. Non è stato certo così per l'omicidio, a Roma, della Sig.ra Reggiani; allora i mezzi di informazione ne hanno dato grande risalto. Per quale motivo c'è questo "disinteresse" dei mezzi di informazione? Non è forse un caso clamoroso come quello di Erika ed Omar o di altri episodi che sono stati uno specchio della nostra società? Anche questo è un caso "clamoroso" che merita una riflessione approfondita, ma pare un caso scomodo. Mi piacerebbe leggere altre opinioni.
Segnalo a questo proposito il ruolo svolto a Rimini da due quotidiani, sempre presenti sui tavoli di ogni bar della città: "Il Resto Del Carlino" e "La Voce di Romagna". Validissimi strumenti di omologazione sociale più che di informazione, cassa di risonanza per le istanze dal più bieco egoismo di provincia, promuovono l'indifferenza sociale - l'acido che scioglie la società civile - fomentando l'odio verso gli immigrati, i rom, i "clandestini", i clochard, e chiunque sia debole e non in grado di difendersi. I cittadini, secondo questi quotidiani, dovrebbero compattarsi attorno alle esigenze dei commercianti e attorno all’altare della chiesa, guidati dalle parole – molto spesso strumentalizzate - del Papa o del Vescovo. Questo è il pane di cui ci cibiamo noi riminesi; se poi qualcuno esagera un po’…ci stà...
26/11/2008 02:23 Sandro, Rimini
Vivo a Rimini, e la reazione dei riminesi di fronte ad atti di violenza e intimidazione è quasi sempre l'indifferenza. Anche stavolta, la città non è attonita: è assolutamente indifferente.
Questa è la notizia, questo il fatto veramente grave che non viene rivelato dai media.
Perché le cose stiano così, e chi lo voglia... ognuno avrà le sue risposte. Io la penso così: nel nostro Paese è in atto un processo di standardizzazione sociale (cioè del voto politico) che prevede, se non l'azzeramento, l'allontanamento di chi non è socialmente conforme.
http://antoniomontanari.over-blog.com/article-25198778-6.html#comment34250643
Scritto da: Antonio Montanari | 28 novembre 2008 a 18:04