Da www.capitoloprimo.it riproduco questo testo di Livio D'Addario su Isabella Santacroce, scrittrice di Riccione.
La scrittrice di Riccione, cui l’ultimo fondamentale romanzo “VM18” ha scatenato una marea di critiche da parte del mondo benpensante e bigotto: le mail di minacce a lei indirizzate insieme a quelle di amore e stima si possono leggere sul suo blog.
Isabella Santacroce, scrittrice pulp dalla scrittura ipnotica e scura che scava nelle emozioni e affonda le lame dentro al cuore, nella pasta degli angoli più nascosti di noi tutti, è lei stessa a definirlo: “Io mostro, sentire deforme, eppure verissimo”. Quello che forse più inquieta, è che attraverso storie e immagini crude e nerissime e che si vorrebbe forse considerare marginali, in realtà si scoprono emozioni e dissintonie dei nostri cuori che si scoprono nudi, emozioni che nemmeno riuscivamo a leggere, lette attraverso un occhio che si fa specchio freddo di emozioni frantumate. La Santacroce esordì nel ’95, per Castelvecchi, con “Fluo”, poi ripubblicato da Feltrinelli: la storia straziante e lancinante degli anni ’90, di giovani a Riccione che si perdono dentro sensazioni carnose ed evanescenti. “Fluo” è l’adolescenza, “Fluo” è il tempo che se ne è andato per sempre, “Fluo” è un esordio senza eguali.
Seguiranno “Destroy” che darà un nome al filone pulp: una storia violenta e distruttiva, un romanzo nichilista e fumettistico, di fantasia iperconsumistica, la lingua si fa allucinata. “Luminal” è una lama che affonda nel petto, la storia di adolescenze furibonde dove il corpo prende la parola, perchè delle parole non si accontentano più: Demon e Davi estremiste del sesso estremo, divine e demoniache, la parola stravolge, travisa, trasfigura, perfora la visione, ipnotica e sperimentatrice. “Lovers” è una storia d’amore, di un amore estremo nella stagione che basta a straziarsi, è un sentimento sfuggente, è una lirica che ferisce l’anima. La scrittura di “Revolver” è nuova e devastante ed è forse in questo libro che tocca i punti più bui dentro all’anima: quello che suscita è pari ad una scarica di colpi da fuoco in pieno volto. Prosa ritmata, ipnotica, trasgressiva. Seguirà “Zoo”, cambiando casa editrice, il primo romanzo dalla forma più classica da parte dell’autrice, ed è una storia, pare vera, dalla claustrofobia catatonica, germoglieranno semi di male in grembo a quello che doveva essere il fulcro d’amore, la famiglia. Prima di arrivare all’ultimo “VM18”, sarà forse dentro a “Dark Demonia”, libro fotografico oscuro ed inquietante, che lascerà scritto il suo “odi et amo”, le anime scure possono capire, il verso più bello degli ultimi 2000 anni: “Fanculo la quiete”.
Livio D'Addario

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